L’Italia è ricca di fonti e acque termali, che tutti conosciamo grazie a strutture a cinque stelle con tanto di cromoterapia e arricchite di sauna, bagno turco e massaggiatrici. Hotel, Spa e terme di questo calibro prevedono ingressi giornalieri che superano anche i 100 euro, escludendo coloro che vorrebbero provare l’ebbrezza di queste acque senza spendere un accidente. In pochi, però, sanno che in Italia ci sono altrettante fonti acquifere completamente gratuite, naturali e immerse della natura: l’ideale mentre l’autunno si vede anche sugli alberi.

Ecco qui qualche esempio.

Bagnaccio (Viterbo, Lazio)
Sulla via Francigena e a poca distanza da Viterbo, l’acqua termale sulfurea-solfato-bicarbonato-alcalino-terrosa “Bullicame” sgorga a 58°C dalla sorgente ed è terapeutica: perfetta per la pelle (acne e seborrea), per i muscoli, per le vie respiratorio e per la circolazione. Altrettanto benefici sono gli effetti dei fanghi. Per i disturbi reumatici, meglio la grotta umida all’altissima temperatura interna (una specie di bagno turco) di 48°C. Oltre alle cinque vasche calde, ce ne sono altrettante fredde. Per mettervi sul prato con lettini o asciugamani, dovrete pagare la tessera associativa, ma nessuno vi disturberà se vorrete fare un bagno e basta.

Bagni di Craveggia (Craveggia, Verbano-Cusio-Ossola, Piemonte)
Quando la storia supera l’importanza delle acque termali. Quest’impianto è ciò che rimane di uno stabilimento un tempo florido, tanto che nel 1823 ci nacque sopra l’Albergo Stabilimento di Bagni di Craveggia, poi distrutto in un incendio nel 1881. Ricostruito, nel 1951 viene distrutto da una valanga. Affascinante l’unica rovina valida della struttura, che è una vasca in granito con acqua di 28°C, raggiungibile solo a piedi dopo un percorso escursionistico di almeno 2,5 chilometri. Le terme sono raggiungibili sia dal versante italiano, partendo da Toceno o Craveggia, che da quello svizzero, attraversando la valle Onsernone fino a Spruga, dove si può usufruire di una passerella pedonale che scavalca il torrente Isorno. Perciò l’abbigliamento ideale è da trekking, con uno zaino dove mettere il necessario per asciugarsi e fare uno spuntino ad alte quote.

Bagni San Filippo (Castiglione d’Orcia, Siena, Toscana)
Sono sicuramente tra le terme out-door più suggestive, perché immerse in una natura incontaminata, ricca di alberi e vegetazione bassa. Situate ai piedi del Monte Amiata, queste vasche bianche sono costeggiate da cascate calcificate antropomorfe. Per concludere la giornata, è d’obbligo un giro nella vicina Montepulciano per una degustazione enogastronomica.

Baia di Sorgeto (Sorgeto, Isola di Ischia, Napoli, Campania)
Tra eleganti complessi termali a pagamento e relais pluristellati, questa baia è facilmente raggiungibile sia via mare che via terra (scendendo duecento gradini), dato che è situata a due chilometri da Sant’Angelo. Riconoscere il punto non sarà difficile: è affollato anche d’inverno, per via dei suoi alti gradi. In alcuni punti, infatti, pare che il mix di acqua marina e sorgente d’acqua dolce arrivi anche a 90°C., tanto che in passato gli isolani erano soliti bollire in queste acque alcune pietanze.

Petriolo (Monticiano, Siena, Toscana)
Grazie ai loro 43°C, queste piscine di acqua ricca di idrogeno solforato sono frequentate anche quando le temperature esterne sono rigide. Già note ai tempi dei Romani, che venivano qui a rifocillarsi, queste vasche sono accessibili anche di notte, per un bagno termale al chiaro di luna e sotto le stelle.

Piscine Carletti (Viterbo, Lazio)
A tre chilometri da Viterbo, due sorgenti alimentano queste vasche con acqua sulfureo-solfato-bicarbonato-alcalino-terrosa. Ricche di oligoelementi e sali minerali, queste piscine arrivano anche a temperature di 58°C, motivo per cui sono molto frequentate anche quando le temperature esterne sono rigide. In più sono facili da raggiungere: dal centro di Viterbo c’è un bus che ferma proprio davanti al complesso, mentre per chi giunge in macchina è disponibile un parcheggio gratuito.

Polle di Crimiso (Ponte Bagni, Trapani, Sicilia)
Secondo Diodoro Siculo, in queste polle di acqua sulfurea di 46°C, Ercole incontrò la ninfa Egesta. Ma ad oggi sappiamo che queste vasche a poca distanza dalla graziosa cittadina di Alcamo sono alimentate dal fiume Caldo e completamente circondate dalla flora e della fauna siciliane. Non mancano fanghi per rifocillarsi ancora di più.

Saturnia (Saturnia, Grosseto, Toscana)
Le calcaree vasche bianche, poste come terrazze, sono alimentate da piccole cascate di acqua sulfurea che sgorga a 37° C. Durante i week-end sono particolarmente affollate, quindi è preferibile scegliere un giorno infrasettimanale.

Terme di Vulcano (Isole Eolie, Vulcano, Sicilia)
Certo è che a Vulcano si va al mare, nel meraviglioso mare delle Isole Eolie. Tuttavia il valore aggiunto di queste vasche solfuree sono i fanghi, indicati per più problemi e per rendere più bella la pelle e più lucidi i capelli.

Vasca di Leonardo da Vinci (Bormio, Sondrio, Lombardia)
Tra abeti, pini e qualche animale, sotto a frastagliate rocce, si trovano queste calde vasche che non sono troppo facili da raggiungere: dalla strada principale che da Bormio porta al passo dello Stelvio, svoltate per Livigno e lasciate la vostra macchina dopo il ponte. Costeggiate il torrente fino a che non le trovate. I più audaci, però, possono sempre optare per la bici.

Vasche di San Casciano (San Casciano, Siena, Toscana)
Gli amanti della storia e dell’archeologia apprezzeranno particolarmente queste vasche romane dai 40°C, che da oltre due millenni accolgono calorosamente i bagnanti della penisola e non solo. Per una passeggiata, sappiate che San Casciano si trova nella Val di Pesa, alle pendici del Monte Cetona.

Tra le terme con ingresso popolare (dai 2 ai 6 euro) ci sono quelle di Fondongianus in Sardegna, caratteristiche perché immerse in uno scenario d’eccezione, tra le rovine di un impianto termale risalente al II secolo edificato dai romani lungo il fiume Tirso, e la Grotta delle Ninfe in Calabria: suggestiva al punto giusto, qui dentro – secondo la leggenda – abitavano le ninfe Lusiadi, che custodivano il talamo di Calipso. La vasca di acqua sulfurea è di 30°C, le pareti attorno ad essa sono di roccia calcarea e nella struttura sono presenti fanghi, piscine e docce rilassanti, particolarmente indicate per dolori muscolari. Possibilità di mangiare in loco.

Allora? Avete già preso qualche appunto su dove trascorrere la prossima gita fuori porta prima che faccia troppo freddo?

Emiliano Belmonte
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