La mostra di Hokusai arriva in un periodo molto particolare della mia vita, un periodo di rottura, di svolta. Un momento in cui per me si è reso necessario rimettere ordine in una serie di condizionamenti mentali che mi portavo avanti da tanto, troppo tempo.

 

Questo ha fatto si che ultimamente mi sto concedendo l’opportunità di fare molte delle cose che invece in passato avrei cercato di sabotare. In particolare, quello che mi accende determinati recettori, che mi fa stare bene, anche e soprattutto da sola. Si perché tra l’altro nella maggior parte dei casi mi sto dedicando del tempo tutto per me, da condividere con quella parte di me che ho lasciato al buio per troppo tempo.

 

Premesso tutto questo, qualche giorno fa, sono partita dal paesino dove vivo per raggiungere il museo dell’Ara Pacis a Roma, dove fino al 14 Gennaio sarà possibile visitare la mostra “Hokusai-sulle orme del Maestro”. La mostra intende illustrare la produzione del Maestro e di altri artisti che, seguendo le sue orme, dettero vita a nuove linee, forme, equilibri di colore all’interno del tradizionale filone dell’ukiyoe, tra questi Keisan Eisen.

Katsushika Hokusai(1760-1849) è conosciuto per il suo capolavoro la  “grande onda di Kanagawa”, parte della serie delle Trentasei vedute del monte Fuji, fu inoltre indispensabile per la nascita della corrente del Japonisme.  Manet, Toulouse Lautrec, Van Gogh e Monet protagonisti di questa corrente furono positivamente influenzati dalla visione di Hokusai e dai suoi lavori.

La mostra di Hokusai è una celebrazione dell’Ukiyoe, ovvero di quel linguaggio artistico che rappresenta il cosiddetto “mondo fluttuante”.

Perché mondo fluttuante?

Questa corrente si sviluppa nella cultura giapponese tra il XVII e la metà circa del XIX secolo intorno alla città di Edo, divenuta poi Tokyo. È un nuovo modo degli artisti di intendere i soggetti della propria arte, che diventano pura estetica, piaceri effimeri nei quali la società di quel tempo amava adagiarsi.

Cosa trasmette la mostra di Hokusai?

È davvero difficile spiegare cosa si prova di fronte alle opere di Hokusai e degli altri maestri del suo tempo, perché in realtà questo tipo di rappresentazione, come pure le tecniche usate sono molto lontane dalla nostra idea convenzionale di arte.

I paesaggi caratteristici, il Monte Fuji, le cortigiane e le geishe, in tutto quello che si è riflesso nei miei occhi ho trovato un po’ di quel Giappone che mi attrae da sempre. Il fascino della sua raffinatezza seppur nella rappresentazione della semplicità: è come se dentro ogni opera vi sia, oltre al visibile un racconto della meticolosità e della sapienza dell’artista, di come le mani da un lato e il criterio, nonché la creatività abbiano lavorato per il comune risultato stupefacente.

Hokusai ha esplorato soggetti di ogni tipo, questa mostra ce lo racconta lungo tutto il percorso: cinque sezioni espositive offrono una selezione di immagini legate ai temi più richiesti dal mercato dell’epoca: MEISHŌ, mete da non perdere; Beltà alla moda; Fortuna e buon augurio; Catturare l’essenza della natura e Manga e manuali per imparare.

Il mondo fluttua, mentre ci perdiamo nell’imponente visione della Grande Onda, mentre il Monte Fuji domina la natura, mentre una cortigiana posa col suo Kimono più maestoso: La malinconia fugge davanti alla bellezza.

 

Informazioni

Dal 12 ottobre 2017 al 14 gennaio 2018 Tutti i giorni 9.30-19.30.
Dal 4 novembre ogni sabato apertura fino alle 23.30 (ultimo ingresso ore 22.30)24 e 31 dicembre ore 9.30-14.00La biglietteria chiude un’ora prima  Chiuso il 25 dicembre e 1 gennaioN.B. Per eventuali aperture e/o chiusure straordinarie consultare la pagina dedicata agli avvisi

– intero: € 11,00 biglietto “solo mostra” intero;
– ridotto: € 9,00 biglietto “solo mostra” ridotto;

 

Emiliano Belmonte
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