Staycation, workation e slow-holiday sono alcune delle nuove tendenze in materia di vacanze; secondo gli analisti del settore turistico avranno un futuro anche una volta passata del tutto l’emergenza sanitaria nonostante tali trend siano nati, o comunque si siano sviluppati, durante la pandemia per cercare di dare una risposta al mondo dei viaggi duramente colpito dalla crisi.

Consultando un moderno dizionario si troverà la voce “staycation” tradotta letteralmente come vacanza a casa o vacanza vicino a casa; la sua nascita viene dai più datata al 2008 quando, in forza della crisi finanziaria, negli USA si inizia a pensare di trascorrere le vacanze vicino a casa, magari nella stessa città di residenza. Questa tendenza è poi approdata anche in Europa, inclusa l’Italia che si presta alla perfezione, grazie alle sue inimitabili città, a favorire questa tipologia di turismo che da noi ha preso l’accezione, per così dire più romantica, di turismo di prossimità. Staycation o turismo di prossimità che dir si voglia che non vanno pensati alla mera possibilità che ha, per esempio, un romano di fare le vacanze a Roma (questa tipologia di turismo c’era già); bensì vanno intesi come un nuovo modo di “andare in vacanza nella propria città”. Il cittadino, in questa occasione nelle vesti di vacanziere, avrà a disposizione non solo tutti quei servizi che normalmente vengono offerti ai turisti provenienti da fuori; sono infatti diverse le strutture alberghiere, specialmente nelle metropoli, che offrono ai propri concittadini pacchetti ad-hoc creati appositamente per dare loro la possibilità di scoprire, o riscoprire, il proprio luogo di residenza e di guardarlo con occhi diversi. Scorci magari dimenticati, stradine o vicoli mai percorsi prima, piazze in genere viste dai finestrini di un’auto saranno quindi protagonisti di una vacanza che non sarà la “solita vacanza”.

Tipica stradina di Roma

La workation si può sintetizzare come lo smartworking portato in vacanza; in questo periodo di pandemia si sono moltiplicati a dismisura i lavoratori che continuano le loro mansioni da casa, non dall’ufficio e grazie alla workation (vocabolo formato da working più vacation), si unirà la villeggiatura allo smartworking. Mare, montagna o lago sono mete che si stanno attrezzando per dare questa opportunità che è qualcosa che va oltre al portare in vacanza il proprio pc per lavorarci. Anche in questo caso, come con la staycation, le strutture ricettive offrono infatti servizi mirati creando un ambiente perfetto; vengono così messe a disposizione del cliente stanze dotate di arredamento specifico (scrivanie e poltrone ergonomiche) e da cui si possono godere paesaggi rilassanti per meglio lavorare, l’irrinunciabile internet a banda larga oltre a minibar e macchine del caffè. A metà strada tra workation e smartworking vi è l’eventualità di lavorare con l’immancabile pc stando in un albergo situato nella propria città; l’hotel in questo caso dà servizi da ufficio di prim’ordine al lavoratore il quale può integrare il tutto con cena o pernottamento, per una sorta di staycation.

Rientra nel trend del 2021 anche la vacanza lastminute; ritornato in voga quest’anno, il lastminute risulta ideale nel periodo di incertezza che stiamo vivendo che ha visto crollare le prenotazioni effettuate in largo anticipo.

In epoca di distanziamento sociale è inoltre quanto meno ovvio che saranno privilegiate quelle vacanze lontane dalla folla; i classici e affollati itinerari di viaggio faranno spazio a borghi, di lago o di montagna per esempio, lontani dai grossi centri abitati.

Caratteristico borgo di montagna

Si sta poi registrando un certo ritorno al viaggiare lentamente, cioè optando, ove possibile, per soggiorni più lunghi oppure effettuando gli spostamenti in bicicletta o a piedi.

Gli esperti prospettano già per l’anno in corso, ovviamente se l’epidemia volgerà al termine, una ripresa dei viaggi di gruppo, di famiglia, tra amici perché, se è vero che la meta è importante, lo è altrettanto, se non di più, con chi si parte.