PER RISCOPRIRE I VALORI DELLA TERRA E DEL TERRITORIO, LE TRADIZIONI, LA NATURA E IL FOLIAGE DEL TRIANGOLO LARIANO. È GRADITO L’ABBIGLIAMENTO RURALE!

Nei vicoli medioevali di una delle perle del triangolo lariano, torna domenica 30 ottobre la Fera de Barni con la tradizionale Festa dell’Asino, giunta quest’anno alla sua terza edizione. A poco meno di un’ora dai plumbei cieli milanesi, ecco il contesto genuino e rurale, ricco di storia e di tradizioni, di arte e di mestieri, dove lo scenario agreste e naturale del foliage autunnale, non conosce il tempo. Emozioni e suggestioni si rincorrono in un paese tutto da scoprire e in una festa tutta da vivere e da gustare fortemente voluta da CulturaBarni, Pro Loco, il Gruppo Alpini di Barni e dal Comune (http://www.facebook.com/groups/604315852921189/; Instragram: culturabarni).

Varcato il cartello d’ingresso, ad accogliere i turisti e dar loro il benvenuto la dolcezza di un manipolo di simpatici asinelli provenienti anche dalle valli limitrofe, guest stars dell’intera giornata. Animali che destano simpatia e fanno riscoprire i valori della terra e del territorio a cui gli organizzatori dedicano una mostra-concorso. Chi saranno il Re e la Regina dell’evento? Chi saranno miglior donkey da lavoro? Sarà anche il pubblico a votare il proprio asino preferito. La mostra inizierà già prima delle 10 con la presentazione degli iscritti e terminerà con la premiazione alle 14,30. Sarà l’occasione per assegnare il premio speciale a ricordo di Augusto Gilardoni la cui grande passione per gli asini è rimasta scolpita nella memoria di tutti. Anche quest’anno la festa dell’Asino sarà l’occasione per scoprire la felpa e la t-shirt dell’evento con la scritta rigorosamente in dialetto locale. Quest’anno il messaggio biasima le persone sfaticate che si mettono d’impegno quando ormai è troppo tardi. Al tramonto, quando la giornata di lavoro in campagna è finito e l’asino è ormai stanco. Un capo di abbigliamento che piace ad “asinari” e non solo. Entrati nel borgo inizio la lunga sfilata di bancarelle di ogni genere. E’ la tradizionale Fera de Barni. In ogni anfratto il mercato agricolo a km zero con specialità agroalimentari e vinicole a kilometro zero, artigianato locale, ambulanti, hobbisti e produttori di bellissime idee per i regali di Natale.

Una fiera immersa in un contesto di grande fascino. Persino lo street food ha radici antiche: piatti tipici locali con le immancabili caldarroste proposti dalla Pro Loco, ma anche ottima trippa del Bar Sport. Da assaggiare la tipica polenta da degustare con le mani preparata dell’Azienda agricola Binda: il “tooc”. E se non bastasse altro e altro ancora.

Una giornata dunque lontana dagli stress e all’insegna dell’allegria, indimenticabile per i piccoli che potranno accarezzare e salire su alcuni asinelli per il battesimo della sella, divertirsi con il trucca bimbi o con la strega che aiuterà a preparare piccole sorprese per Halloween o portarsi a casa una zucca da intagliare. Si potranno anche ascoltare i racconti popolari e le fiabe sugli asini con Mita Bolzoni con la sua AsinARIA, storie nella greppia alle ore 11 e ore 14. Per gli altri il consiglio è di passeggiare lungo i vicoli e scoprire la mostra fotografica a cielo aperto “Un paese in posa” ideata da Giulia Caminada e seguire la visita guidata prevista alle 11 e alle 15. A soli 5 minuti di cammino dal centro, il vero gioiello di Barni di cui innamorarsi: la bellissima Chiesetta romanica di San Pietro e Paolo aperta per l’occasione dalle 10 alle 17.

E in più, sulle note itineranti della musica popolare dei Bonarda dei Bardi, dimostrazioni di lavorazione del legno e di mascalcia, l’arte del maniscalco, esposizione di trattori d’epoca, prove cinofile di K9 con il Ranch Raminghi (da far provare al proprio cane), prove su strada di E-MTB con Radaelli Sport intorno al paese.

Domenica 30 ottobre, non puoi mancare, Barni ti aspetta!

APPROFONDIMENTI SUL PROGETTOBARNI: E UN PAESE IN POSA” Barni, caratteristico borgo della Vallassina, ha inaugurato negli scorci più significativi la galleria fotografica a cielo aperto Un Paese in posa. Senza code, 24 ore su 24, antichi mestieri, oggetti d’altri tempi, dialetto lombardo, sono tornati nelle strade di Barni da protagonisti (in linea con l’obiettivo della Regione Lombardia di riscoperta e tutela della lingua, delle tradizioni locali, della promozione del territorio e della sua conoscenza) per raccontare la comunità e la sua storia, gli oggetti di un tempo ancora nel cuore. Il progetto fotografico realizzato da Giulia Caminada per sottolineare il sentimento di appartenenza e di identità della comunità di Barni, a distanza di diversi anni è più vivo e attraente che mai grazie all’Associazione CulturaBarni, e alla Regione Lombardia per l’anno della Cultura 2017/2018. Una retrospettiva che dà modo ai visitatori di entrare nelle radici di una comunità eletta a simbolo dell’Italia più genuina in uno scenario ambientale naturale e rilassante. “Un paese in posa” è un esempio di valorizzazione dell’identità culturale del Triangolo Lariano e del paesaggio come patrimonio naturale, sociale, monumentale, artistico della zona che fa riemergere le radici di una storia secolare ricca di gusto e tradizioni, come elemento di rilancio culturale e turistico del territorio. E l’occasione giusta per scoprire il centro storico di Barni. Per rivivere l’atmosfera di un tempo CulturaBarni organizza visite guidate lungo il percorso fotografico con mediatori locali dialettali per apprendere usi e costumi di un tempo, della realtà locale e della sua lingua (durata 45 minuti)

BARNI: a circa un’ora da Milano e poco distante da altri borghi affascinanti e da Bellagio, riserva ai visitatori attenti alle vestigia del passato angoli ben conservati, tipici dell’architettura spontanea contadina come lobbie, portali con pregevoli contorni in pietra, cortili, edicole sacre, vicoli con sottopassi a volta che hanno conservato il loro aspetto tortuoso originario. E godere del clima familiare, di ospitalità, di accoglienza, di amicizia e di condivisione, di cordialità tipica contadina pervade Barni e tutto il territorio circostante. Barni riserva mille e una sorpresa…

La Chiesa romanica di San Pietro e Paolo, gioiello architettonico che si è aggiudicata il primo posto nel censimento 2016 de “I luoghi del Cuore” del FAI per la provincia di Como. Barni ha saputo mantenere nella sua storia quella dimensione fuori dal tempo che racconta l’Italia più autentica.

Per informazioni sull’evento: Barnieventi@gmail.com

Avatar
About Author

Cesare Tamborini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *