Il National Geographic ogni anno stile una lista di mete definite come “Best of the World“, una sorta di vademecum per chi desidera visitare i posti più belli del mondo, accuratamente selezionati dai giornalisti della nota rivista americana: A finire nella classifica quest’anno è la Via Appia,già candidata ad essere uno dei siti Unesco, collegava Roma con Brindisi ed era considerata dai Romani la “Regina Viarum”, la regina delle strade.

 

“Se tutte le strade portano a Roma”, scrive il National Geographic “questa antica autostrada costruita 2.300 anni fa è la madre di tutte le strade,Trascurata dopo la caduta di Roma, ma mai dimenticata”, prosegue il magazine “questa strada sta attraversando un momento di rinascita grazie al governo italiano che sta cercando di ripristinarla e di sistemare le antiche pietre al fine di trasformare la via Appia in una strada pedonale per viaggiatori moderni. L’intento è quello di dare vita a un pellegrinaggio attraverso la storia, con tappe in villaggi pittoreschi e siti archeologici, provvedendo anche all’organizzazione di sistemazioni per ogni tappa”.

Buona parte dell’Appia Antica oggi è scomparsa, ma ne restano ancora ben visibili e percorribili dei tratti, specie nei dintorni di Roma, divenuti meta di turismo archeologico. Nel 2016, infatti, è nato il Parco archeologico dell’Appia Antica, che ha lo scopo di tutelare e valorizzare i monumenti antichi dell’area della Capitale e dei Comuni di Ciampino e di Marino.

 

Tra i luoghi più iconici e che vale la pena visitare lungo l’Appia ci sono le Terme di Caracalla, il Sepolcro degli Scipioni, l’Arco di Druso, la Porta San SebastianoVilla di Massenzio con il Circo di Massenzio, il Mausoleo di Romolo e il Sepolcro dei Servilii, il Mausoleo di Cecilia Metella, i resti della Villa dei Quintili e l’Acquedotto e diverse catacombe.

 

 

 

Valeria Fossatelli
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