AOU Sant’Andrea: 490 accessi al Percorso per vittime di violenza dal 2020

Un presidio strategico contro abusi e maltrattamenti

Dal 2020, l’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea di Roma ha accolto 490 persone vittime di abusi e maltrattamenti, di cui 449 adulti e 41 minori. Solo nel 2024 si contano oltre 136 accessi, con 80 nei primi sei mesi dell’anno, a conferma di un impegno costante e strutturato da parte dell’ospedale romano.

Il Percorso per vittime di violenza è stato istituito nel 2018 per garantire assistenza e supporto, in particolare nel Pronto Soccorso, a tutte le persone che subiscono violenza fisica o psicologica, senza distinzione di sesso, genere o età. Il servizio si basa su una rete multidisciplinare coordinata da Marzietta Montesano, che opera in stretta collaborazione con operatori sanitari formati e sensibili alla gestione di situazioni delicate.

Codice Rosa: un protocollo per intercettare i segnali di violenza

Il Codice Rosa è un codice di triage che viene attivato quando l’operatore sanitario rileva segnali di maltrattamento. Questo protocollo si affianca ai codici clinici tradizionali, permettendo una risposta tempestiva e mirata. I dati raccolti dal Prof. Maurizio Pompili, Direttore della UOC di Psichiatria, mostrano che il 67% dei pazienti con Codice Rosa aveva già effettuato un accesso precedente in PS.

Il profilo delle vittime: donne adulte e violenza domestica

Tra i 449 adulti che hanno avuto accesso al percorso dal 2020:

  • L’81,5% è costituito da donne, il 18,5% da uomini

  • Il 20% ha tra i 18 e i 30 anni

  • Il 44,5% ha tra i 31 e i 49 anni

  • Il restante 35% ha più di 50 anni

Inoltre, nel 66,1% dei casi, l’atto violento si è verificato all’interno del domicilio e solo nel 39,2% alla presenza di testimoni.

Le motivazioni più frequenti: litigi e conflitti familiari

Le motivazioni dichiarate dalle vittime indicano che:

  • Il 72,2% degli episodi nasce da litigi

  • Solo poco più del 5% è legato all’uso di sostanze o ad aggressioni a sfondo sessuale

Alla ricezione del Codice Rosa, il 76,2% delle vittime accetta l’avvio del percorso, ma solo poco più della metà lo porta a termine. L’avvio di un percorso ospedaliero strutturato avviene nel 15,9% dei casi. Tuttavia, le dimissioni sono spesso accompagnate da un orientamento verso centri antiviolenza o strutture protette.

I minori: 41 casi dal 2020, in maggioranza vittime di violenza genitoriale

Tra i 41 minori assistiti dal 2020:

  • 23 sono femmine, 18 maschi

  • L’età media è di 11 anni

  • Il 95,1% proviene dall’Italia

  • Nel 70,8% dei casi, i responsabili della violenza sono i genitori

Un team multidisciplinare altamente formato

Il Percorso si avvale del lavoro congiunto di un pool di specialisti, in grado di offrire assistenza sia alle vittime che a chi le accompagna. Il team è composto da:

  • Avvocato (per il supporto agli operatori)

  • Medico legale

  • Psicologo

  • Medico emergentista

  • Infermieri

  • Pediatra

  • Ginecologo

  • Psichiatra

  • Assistente sociale

  • Bed manager

  • Referente della Direzione Sanitaria

Tutto il personale coinvolto è altamente formato in ambito sanitario e sociosanitario, con attenzione a empatia, riservatezza, tempestività e protezione, elementi fondamentali per incoraggiare la vittima a chiedere aiuto.

La forza della rete: presenza delle Forze dell’Ordine e collaborazione con le Istituzioni

Nel Pronto Soccorso del Sant’Andrea è presente anche un presidio fisso delle Forze dell’Ordine, insieme al Servizio di vigilanza, a supporto del lavoro sanitario. Marzietta Montesano, referente del Percorso e membro della rete nazionale Codice Rosa, sottolinea:

“I numeri testimoniano l’importanza del nostro presidio, in grado di garantire supporto fisico e psicologico in tempo reale. Lavoriamo su quattro pilastri: tempestività, empatia, riservatezza e protezione.”

Montesano conclude ricordando l’impegno delle Istituzioni nazionali e regionali:

“Grazie a una cabina di regia sul territorio, le vittime ricevono supporto non solo clinico ma anche pratico e legale. È fondamentale non spegnere mai i riflettori su questo fenomeno.”