“Casi di suicidio assistito: I Pm sollecitano l’archiviazione di Cappato”

Marco Cappato al presidio di protesta Ultima generazione davanti al Tribunale in occasione dell'udienza per decidere la sorveglianza speciale su un attivista, Milano 10 Gennaio 2023ANSA/MATTEO CORNER

La Procura di Milano ha richiesto l’archiviazione dell’accusa di aiuto al suicidio per Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni e candidato alle suppletive per il Senato a Monza. Cappato aveva accompagnato due persone al suicidio assistito in una clinica svizzera e si era autodenunciato a Milano per questo motivo.

La prima persona era Romano, un ex giornalista e pubblicitario di 82 anni che soffriva di una grave forma di Parkinson. Cappato l’aveva accompagnato in Svizzera lo scorso novembre. La seconda persona era Elena Altamira, una donna di 69 anni affetta da una malattia terminale di cancro. Cappato aveva offerto il suo aiuto per il suo ultimo viaggio durante l’estate.

La richiesta di archiviazione è stata formulata e depositata dall’aggiunto Tiziana Siciliano e dal pm Luca Gaglio dopo complesse indagini, che includono accertamenti medico-legali e acquisizioni di testimonianze e filmati. La decisione finale spetta al gip.

Il suicidio assistito è legale in Italia quando il malato che ne fa richiesta è affetto da una patologia irreversibile che causa intollerabili sofferenze fisiche o psicologiche. Inoltre, il malato deve essere tenuto in vita artificialmente da trattamenti di supporto vitale. Tuttavia, questa condizione non era presente nei casi di Elena e Romano, aiutati da Cappato a raggiungere la clinica ‘Dignitas’ di Zurigo.

Secondo i Pm, Marco Cappato non ha commesso un reato di aiuto al suicidio, ma ha consentito “il concreto esercizio del diritto all’autodeterminazione” delle due persone che non erano in grado di farlo autonomamente.