Chiara Valerio a Piantedosi: “Un adolescente disagiato”

Il programma “Propagandalive” ha fatto il suo ritorno con il suo caratteristico umorismo tagliente denominato “risate rosse”, presentato da Zoro e Makkox, che si divertono a mettere in ridicolo gli avversari politici di destra. Tuttavia, nell’ultima puntata, è emersa una controversia legata a un commento fatto da Chiara Valerio, conosciuta per le sue idee di sinistra, che ha ironizzato sul ministro degli Interni Piantedosi.

La frase incriminata di Valerio è stata: “L’obiettivo è arrivare a una società in cui le donne non debbano avere paura di uscire. Le donne sono libere, come gli uomini, di vestirsi come vogliono, anche con una minigonna, senza dover affrontare situazioni spiacevoli”. Questa affermazione ha scatenato le risate tra gli ospiti progressisti in studio, principalmente a causa dell’uso del termine “minigonna”, che è stato considerato antiquato e vintage.

Valerio ha sottolineato che se avesse utilizzato il termine “mini skirt” anziché “minigonna”, la reazione sarebbe stata diversa. Ma la battuta ha colpito il ministro Piantedosi, che è stato etichettato come un adolescente che non ha mai visto una donna con la minigonna, suscitando le risate del pubblico.

Tuttavia, quando la giornalista Claudia Fusani ha posto una domanda simile a Giorgia Meloni, non è emerso alcun disagio adolescenziale. Ciò ha sollevato delle domande sull’obiettività di Valerio e sulla sua intenzione di attirare l’attenzione su di sé.

Valerio è stata oggetto di critiche per le sue dichiarazioni contro i legami di sangue, considerati fascisti secondo lei. Questo ha portato alla riflessione sulla sua visione della famiglia e delle relazioni interpersonali. Il commento di Valerio riguardo a Eugenia Roccella, che ha sostenuto la tradizionale definizione di famiglia, ha suscitato disprezzo e ha portato a un confronto sulle idee antiquate.

Valerio ha persino definito la minigonna una metafora del fascismo, collegandola alle ossessioni del regime per la sicurezza e la famiglia. In definitiva, l’episodio ha sollevato una serie di polemiche e interrogativi sul dibattito democratico e sulla percezione delle idee politiche nell’attuale contesto.