Roma, 13 marzo 2025 – La mostra fotografica ‘Il silenzio del lockdown – Roma al tempo del Covid’, realizzata dal fotografo Francesco Toiati, offre un’intensa esperienza visiva della capitale italiana durante i momenti più critici della pandemia. L’esposizione sarà accessibile al pubblico presso Spazio5 a Roma dal 20 marzo al 3 aprile 2025.
Un’inedita roma silenziosa
La città eterna ha subito una trasformazione straordinaria durante l’emergenza sanitaria, diventando un luogo desolato e silenzioso. Toiati ha catturato, grazie all’ausilio di un elicottero delle forze dell’ordine, immagini che sembrano appartenere a un’altra dimensione: la Piazza di Spagna deserta, la via Sistina vuota e il Colosseo avvolto in un silenzio quasi surreale. Tuttavia, il suo reportage va oltre le vedute aeree; il fotografo ha documentato anche la vita quotidiana di Roma, scattando fotografie in sella a uno scooter. Le strade, normalmente affollate, erano deserte, con gabbiani che dominavano le piazze e clochard abbandonati a se stessi.
Un racconto di memoria visiva
Questa selezione di fotografie non è solo un documento visivo, ma una testimonianza autentica di un periodo storico senza precedenti. Le immagini, già pubblicate su ‘Il Messaggero’, offrono uno spaccato di una città sospesa tra paura e speranza. La mostra, sostenuta da Quinta Dimensione Aps e Identità Fotografiche, si propone di preservare la memoria di quei giorni difficili, invitando i visitatori a riflettere su quanto accaduto.
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Francesco toiati: un fotoreporter di storia
Francesco Toiati è un nome ben noto nel panorama fotografico. Attivo dal 1984, ha documentato eventi significativi della storia recente, dalla guerra in Jugoslavia ai devastanti terremoti che hanno colpito l’Italia. La sua esperienza e il suo occhio attento lo hanno portato a raccontare storie di resilienza e vita, anche in un periodo di crisi come quello del lockdown. L’inaugurazione della mostra è fissata per giovedì 20 marzo alle 18, con ingresso gratuito e libero, un’opportunità imperdibile per chi desidera immergersi in una Roma che, seppur silenziosa, continua a comunicare attraverso le immagini.

