L’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, continua a generare discussioni e interrogativi irrisolti. Alberto Stasi, l’ex fidanzato della vittima, è stato condannato a 16 anni di carcere, ma la questione rimane aperta. Nonostante la sentenza della Cassazione, che ha respinto sette richieste di riapertura del caso, l’attenzione si è recentemente spostata su Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, attualmente sotto indagine per omicidio.
La procura di Pavia ha avviato nuove indagini, ma i tentativi di revisione della sentenza di Stasi non sono stati accolti. Le richieste di ricorso straordinario sono state rigettate, così come quelle presentate alla Corte d’Appello di Brescia. Anche il ricorso alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo ha confermato l’equità del processo contro Stasi. Tuttavia, ora si stanno riesaminando le prove, in particolare il Dna trovato sotto le unghie di Chiara e le impronte dattiloscopiche raccolte quasi due decenni fa.
La nuova strategia della procura
Se la procura intende accusare Sempio, dovrà affrontare una sfida significativa: rivedere l’orario della morte di Chiara, che si colloca tra le 9.12 e le 9.36 del giorno del delitto. Durante quel lasso di tempo, Sempio si trovava a casa con il padre e solo successivamente si è diretto a Vigevano, come dimostra lo scontrino del parcheggio, pagato alle 10.18, quando Chiara era già deceduta. Questo alibi rende difficile qualsiasi tentativo di modificare l’orario dell’omicidio.
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Inoltre, l’ipotesi che Sempio possa aver agito in concorso con Stasi appare poco plausibile. La sentenza del 2015 ha chiarito che gli indizi contro Stasi si integrano perfettamente, creando un quadro di colpevolezza che ha convinto i giudici. Per smontare questa sentenza, la procura dovrebbe dimostrare che Stasi non fosse presente sulla scena del crimine, un compito arduo.
Le prove a carico di Stasi
Le prove contro Stasi sono numerose e dettagliate. Tra queste, spicca l’impronta di una scarpa numero 42, che corrisponde a quella di Stasi, mentre Sempio indossa una misura 44. Questo elemento, insieme ad altre tracce rinvenute, rende difficile mettere in discussione la responsabilità di Stasi. Inoltre, le nuove tecnologie nel campo della genetica non possono aggiungere nulla alle conclusioni già raggiunte riguardo alle tracce sotto le unghie di Chiara, poiché il materiale è stato completamente analizzato e non è comparabile.
Un altro aspetto cruciale è l’impronta lasciata sul dispenser del bagno, dove si presume che l’assassino sia andato per lavarsi le mani. Le impronte di Stasi sono state trovate, mentre non ci sono tracce di sangue di Chiara, suggerendo ulteriormente che Stasi fosse l’ultimo a toccare quell’oggetto. La foto che ritrae la mano insanguinata sulla vittima aggiunge un ulteriore strato di complessità al caso, rendendo difficile per Sempio emergere come un possibile colpevole.
Il futuro dell’indagine
Con circa una quarantina di magistrati che si sono occupati del caso dal 2015, tutti concordano sulla responsabilità di Stasi oltre ogni ragionevole dubbio. Sebbene la procura di Pavia stia esplorando nuove piste, la strada per dimostrare la colpevolezza di Sempio appare in salita. La mancanza di prove concrete e l’alibi solido di Sempio rendono difficile il suo coinvolgimento nell’omicidio di Chiara Poggi. La verità su questo caso rimane avvolta nel mistero, mentre la giustizia continua a cercare risposte in un labirinto di indizi e testimonianze.

