Il governo italiano si prepara a implementare nuove misure restrictive sull’immigrazione: l’aggiornamento del Consiglio dei Ministri di oggi.

Il governo italiano si prepara a introdurre nuove misure restrittive sull’immigrazione, dopo la visita di Ursula von der Leyen a Lampedusa. La premier Giorgia Meloni ha confermato l’intenzione di estendere al massimo consentito dalle regole europee il periodo di trattenimento per i migranti irregolari in Italia. Il Consiglio dei ministri si riunirà per discutere di queste misure, che prevedono un aumento del periodo di detenzione nei centri di rimpatrio da 12 a 18 mesi, il limite massimo stabilito dalle leggi comunitarie. Meloni ha anche raccomandato al ministero della Difesa di costruire nuove strutture di detenzione in tutte le regioni.

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha sottolineato l’importanza dei centri di rimpatrio nelle politiche di sicurezza e ha dichiarato l’obiettivo di potenziare questa rete. Le opposizioni politiche hanno protestato contro l’approccio securitario del governo e hanno sollevato dubbi sulla costituzionalità dell’allungamento del periodo di detenzione. Inoltre, bisogna considerare che le attività di rimpatrio richiedono accordi bilaterali con i paesi di origine, che spesso non esistono. Fino ad agosto, solo 2.658 migranti sono stati rimpatriati nel 2023, meno della metà di quelli arrivati in Sicilia la settimana scorsa.

Nel provvedimento atteso per oggi, potrebbero essere incluse anche misure specifiche per le donne e i bambini, come hot spot dedicati. Il governo spera che queste misure possano rappresentare una risposta alla recente crisi migratoria a Lampedusa, dove sono arrivati più di 7.000 migranti, una cifra senza precedenti. Tuttavia, molto altro dovrà essere fatto a livello europeo. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato l’importanza di una soluzione diplomatica e degli accordi con i paesi africani per affrontare la questione migratoria.

Oggi il ministro degli Interni francese Gerald Darmanin è atteso a Roma, dopo aver ricevuto la solidarietà del presidente francese Emmanuel Macron. Darmanin incontrerà il suo omologo italiano Matteo Piantedosi e ha dichiarato che la Francia aiuterà l’Italia a preservare i suoi confini e a impedire l’arrivo dei migranti, ma non accoglierà coloro ai quali non è stato riconosciuto lo status di rifugiati.