Interessi ‘ndrangheta all’estero: chiesto il giudizio per 25 membri coinvolti in attività criminali internazionali

La Procura della Repubblica di Catanzaro

La Dda di Catanzaro chiede il rinvio a giudizio di 25 persone per associazione mafiosa

La Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro ha richiesto il rinvio a giudizio di 25 persone coinvolte nel procedimento denominato “Rinascita 3 – Assocompari”. L’indagine riguarda gli illeciti commessi all’interno del clan di ‘ndrangheta Bonavota di Sant’Onofrio, nel Vibonese.

I 25 indagati sono accusati di vari reati, tra cui associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, truffa, impiego di denaro illecito, ricettazione e violazione dei codici della navigazione.

Giovanni Barone, figura centrale dell’indagine, accusato di riciclaggio di denaro

Uno dei protagonisti dell’indagine è Giovanni Barone, 54 anni, che secondo l’accusa, era in stretto contatto con esponenti di spicco della cosca. Barone si occupava personalmente del reimpiego e del riciclaggio di denaro, oltre all’acquisizione o infiltrazione di attività commerciali e società, preferibilmente in difficoltà finanziaria, sia in Italia settentrionale (Piemonte, Liguria e Lombardia) che all’estero, in particolare in Ungheria, Inghilterra e Russia. Queste attività venivano utilizzate per rilevare altre società o creare occasioni di lavoro per i membri del sodalizio. Inoltre, permettevano loro di acquisire potere decisionale all’interno di queste realtà imprenditoriali e di disporre di risorse economiche ottenute illegalmente attraverso complesse operazioni di riciclaggio.

Coinvolti anche soggetti bulgari, processo fissato per il 14 dicembre

Nell’inchiesta sono coinvolti anche soggetti di origine bulgara, per i quali i sostituti procuratori della Dda hanno deciso di procedere separatamente. Il giudice per le indagini preliminari ha fissato l’udienza preliminare per il prossimo 14 dicembre.

Questo procedimento rappresenta un importante passo avanti nella lotta contro la ‘ndrangheta e dimostra l’impegno delle autorità nel contrastare le attività illecite delle organizzazioni criminali. La richiesta di rinvio a giudizio di 25 persone, tra cui Giovanni Barone, mette in luce l’importanza di perseguire coloro che si dedicano al riciclaggio di denaro e all’acquisizione di attività commerciali attraverso mezzi illeciti. La collaborazione tra le autorità italiane e straniere è fondamentale per smantellare queste reti criminali che operano a livello internazionale.

Il processo che si terrà il prossimo dicembre sarà un’occasione per fare luce su queste attività illecite e per garantire che i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni. La lotta alla criminalità organizzata richiede un impegno costante e coordinato da parte delle forze dell’ordine e del sistema giudiziario, al fine di garantire la sicurezza e la legalità nel nostro paese.