Le false accuse di Meloni contro la giudice di Catania: svelati i dettagli delle bugie

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è espressa con veemenza contro la decisione della giudice del tribunale di Catania, Iolanda Apostolico, di respingere la convalida del trattenimento di tre migranti disposti dal questore di Ragusa. Meloni ha criticato le motivazioni addotte dalla giudice per rimettere in libertà gli immigrati illegali, sostenendo che la Tunisia non può essere dichiarata un paese non sicuro dalla magistratura. Tuttavia, analizzando i provvedimenti emessi dalla giudice di Catania, si può chiarire che i commenti della premier sono strumentalizzazioni politiche e non corrispondono alle argomentazioni effettive della giudice. La dichiarazione sui “cercatori d’oro” è stata riportata nelle premesse del provvedimento, ma non viene ripresa dalla magistrata nelle motivazioni. Inoltre, l’accusa di dichiarare unilateralmente la Tunisia paese non sicuro non è sostenuta dal provvedimento: la giudice evidenzia che un migrante proveniente da un paese sicuro ha comunque il diritto di richiedere protezione internazionale. Inoltre, non è corretto affermare che la giudice si sia “scagliata contro i provvedimenti di un governo democraticamente eletto”, in quanto si è limitata a evidenziare il contrasto del decreto con la direttiva europea n. 33 del 2013. La giudice ha convalidato la non idoneità del provvedimento del questore, a causa della mancanza di una motivazione adeguata. Pertanto, si tratta di una decisione giudiziaria e non di un attacco personale. La giudice Apostolico ha preferito non commentare le polemiche e ha sottolineato che il suo provvedimento può essere impugnato con ricorso per Cassazione. L’Associazione nazionale magistrati di Catania ha difeso la sua collega da eventuali accuse, affermando che il rapporto tra potere esecutivo e giudiziario dovrebbe essere basato su modalità diverse.