Roma sta vivendo una nuova stagione di arte immersiva, dove tecnologia, spiritualità e linguaggi contemporanei trasformano gli spazi in percorsi sensoriali. Tra le esperienze più visitate – dalla Nuvola Experience alle mostre digitali dedicate ai grandi maestri – la Capitale offre installazioni uniche nel loro genere.
Ma la più sorprendente e significativa del momento è senza dubbio l’intervento artistico di Marco Manzo nella Chiesa di Santa Maria dei Miracoli, a Piazza del Popolo.
1. Marco Manzo nella Chiesa dei Miracoli: l’arte ornamentale diventa sacra
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Per la prima volta, le forme del tatuaggio ornamentale si trasformano in arte sacra contemporanea.
Nella navata della Chiesa di Santa Maria dei Miracoli, l’artista Marco Manzo, pioniere dello stile ornamentale, presenta un’installazione site-specific che unisce corpo, spiritualità e scultura.
Le opere – tra cui La Croce Gloriosa dei Miracoli, La Maddalena Pacificata e Le Mani della Crocifissione – sono scolpite in marmo bianco di Carrara, con superfici incise come tatuaggi nella pietra: un linguaggio simbolico e ascetico che trasforma l’ornamento in preghiera visiva.
L’iniziativa, organizzata da Lorenzo Zichichi de “Il Cigno Edizioni”, autorizzata dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e sostenuta da Monsignor Daniele Libanori e Don Giuseppe Lorizio, nasce su invito del rettore Padre Ercole Ceriani, che ha voluto promuovere una riflessione sull’arte come linguaggio universale dell’esperienza umana. L’installazione: tra marmo, luce e contemplazione All’interno della navata della Chiesa dei Miracoli, l’intervento di Marco Manzo si compone di opere in marmo bianco di Carrara che uniscono la forza della materia alla delicatezza del gesto. Tra queste spiccano La Croce Gloriosa dei Miracoli, La Maddalena Pacificata e le sculture Le Mani della Crocifissione, realizzate con tecnica mista e caratterizzate da una forte tensione simbolica. L’artista, che da anni esplora il legame tra arte e spiritualità, ha dichiarato che “l’opera non nasce dal disegno, ma dal corpo e dalla sua capacità di esprimere trascendenza. Lo stile ornamentale, nato per esaltare la forma umana, si fa qui strumento per ridisegnare il sacro, creando un nuovo linguaggio visivo che parla di redenzione e armonia”.
2. Nuvola Experience all’EUR: il viaggio immersivo più scenografico
Tra le installazioni immersive più fotografate di Roma c’è la Nuvola Experience, un percorso tra luci interattive, proiezioni a 360° e ambienti sonori che trasforma la celebre Nuvola di Fuksas in un viaggio tra spazio, tempo e percezione.
Ideale per famiglie, visitatori e appassionati di arte digitale.
3. Van Gogh Experience e le grandi mostre multimediali
Le esposizioni immersive che celebrano i grandi artisti – Van Gogh, Klimt, Monet – continuano ad attirare migliaia di visitatori.
Attraverso maxi-proiezioni, animazioni e suoni avvolgenti, l’arte diventa un’esperienza totale che conquista tutte le età.
4. IKONO Roma: l’esperienza più social e interattiva
Tra via del Corso e Piazza Venezia si trova IKONO, una delle installazioni più amate dalla Gen Z: stanze instagrammabili, riflessi infiniti, piscine di palline e scenografie luminose pensate per trasformare i visitatori in parte dell’opera.
Lorenzo Zichichi: l’editore che ha portato Manzo, Botero e le grandi installazioni in Italia
Un paragrafo fondamentale spetta a Lorenzo Zichichi, editore de Il Cigno Edizioni e organizzatore dell’installazione di Marco Manzo.
Zichichi, infatti, è noto per aver organizzato e allestito importanti progetti espositivi dedicati a Fernando Botero, Igor Mitoraj, Arnaldo Pomodoro e numerosi altri artisti di fama mondiale, contribuendo alla diffusione e valorizzazione dell’arte monumentale in contesti storici e istituzionali.
Perché visitarle
Le installazioni immersive rappresentano oggi uno dei modi più accessibili e coinvolgenti per vivere l’arte. A Roma convivono mondi diversi:
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il sacro scolpito di Marco Manzo,
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la tecnologia spettacolare della Nuvola,
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le mostre digitali dedicate ai grandi maestri,
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le esperienze social di IKONO.
Una pluralità di visioni che conferma la Capitale come una delle città più dinamiche nel panorama artistico europeo.




