Magistrati contrari alla separazione delle carriere

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Sono 1028 i magistrati, giudici e pubblici ministeri, che hanno sottoscritto un documento inviato al Presidente del Consiglio e al ministro della Giustizia. Nel documento, esprimono “la più viva preoccupazione per la riforma costituzionale che si propone di introdurre la separazione delle carriere”.

Nessun beneficio sulla rapidità ed efficacia del sistema penale

Secondo i firmatari, la riforma non apporterebbe alcun beneficio sulla rapidità ed efficacia del sistema penale e sulla risposta alle aspettative di una giustizia giusta, imparziale ed equanime. Inoltre, sostengono che la separazione delle carriere comporterebbe rischi concreti, come una dipendenza gerarchica del Pubblico Ministero dal Governo e un controllo politico sull’esercizio dell’azione penale e sulla conduzione delle indagini.

Separazione delle carriere e discrezionalità dell’azione penale

I firmatari del documento ritengono che la separazione delle carriere e la discrezionalità dell’azione penale, previste dalla riforma, porterebbero a un controllo sui pubblici ministeri e sull’esercizio dell’azione penale. Questo sarebbe una conseguenza inevitabile della riforma, come dimostrato dalla presenza di tale dipendenza in molti Paesi con separazione delle carriere.

Rischio di erodere principi fondamentali

Secondo i magistrati, la riforma rischia di erodere principi fondamentali come l’uguaglianza di tutti davanti alla legge, la trasparenza e l’imparzialità nell’esercizio dell’azione penale e l’esercizio autonomo e indipendente della giurisdizione. Si tratterebbe di un’erosione degli equilibri delicati che potrebbe avere conseguenze negative sul sistema giudiziario.

Conclusioni

La preoccupazione dei magistrati riguardo alla riforma costituzionale che prevede la separazione delle carriere è evidente nel documento inviato al Presidente del Consiglio e al ministro della Giustizia. Essi sostengono che la riforma non apporterebbe benefici al sistema penale e comporterebbe rischi di controllo politico sull’azione penale. Inoltre, ritengono che la riforma potrebbe erodere principi fondamentali dell’uguaglianza di fronte alla legge e dell’indipendenza della giurisdizione.