Qualche anno fa, in pieni anni 90 c’era il rito ( o la tradizione ) dell “andiamo al mare  mangiare il pesce ?”. Era un momento di convivialità, un appuntamento atteso e desiderato che spezzava la quotidianità e gli impegni lavorativi.

Tutto qui ci parla del mare

Poi è successo che sono stato invitato a provare un ristorante a Fiumicino e ripercorrendo la strada ho avuto quella sensazione di nostalgia positiva che poi mi ha accompagnato anche durante tutta la cena.

Il locale si chiama Officina del Mare si trova appunto a Fiumicino e con schiettezza ed eleganza racconta del suo territorio. Tutto qui ci parla del mare, dai colori tenui scelti per le pareti alle graziose decorazioni in perfetto stile marinaro, dall’ arredamento semplice ma curatissimo alla cucina a vista, alla vista mare proprio di fronte al ristorante.

Il mare secondo Ettore Cuzzone

In cucina c’è un giovanissimo quanto promettente Executive Chef, lui è Ettore Cuzzone che a soli 23 anni ha già trascorso metà della sua vita nelle migliori brigate e vanta una formazione al Campus Etoile Academy, l’ Infant prodige è dotato di un tale senso estetico che non oso immaginare dove arriverà ancora la sua bravura nell’esecuzione.

Dalla cucina arriva il profumo di casa, quello del pane fatto in casa e dei grissini con olive burro e peperoncino, anche questi home made serviti caldissimi e fragranti. Il pesce è il protagonista del menù ovviamente, scelto tutte le mattine qui a Fiumicino (quindi un vero e proprio km zero) per il 90% tra il pescato locale.

un menù degno dei migliori palati

Il menù che ho degustato è degno dei migliori palati, con abbinamenti mai azzardati, senza fronzoli, ma con profumi ed accostamenti che esaltano sempre il pesce, il vero ed incontrastato re della tavola.

Le cruditè di pesce sono stato il piatto rivleatore, si perché se racconti che la materia prima è freschissima non puoi sfuggire dal profumo inconfondibile di freschezza, e questo è stato il primo grande punto a favore della cena. Proseguendo un piatto della tradizione capitolina, gli gnocchi, declinati in una variante con ragout di pannocchie molto delicato con una crema di prezzemolo e pomodorini confit.

Se nelle cruditè ho apprezzato la freschezza, nel cotto di pesce ho amato la sapienza nel gestire la difficile cottura del diverso pescato che ho mangiato: dal polpo ai calamari ai lupini, tutto meravigliosamente accompagnato dalla cipolla di Alife (presidio slow food).

La cena è stata resa ancora più preziosa da una compagnia allegra e dal famoso dulcis in fundo, ovvero le opere del pastry Chef Aimone Zingarella.

Un sorbetto agli agrumi per rinfrescare il palato ha aperto i recettori del piacere allo splendido babà artigianale con cioccolato e frutti rossi.

Nel tornare a casa ho ripensato a quanto è bello avere un indirizzo nuovo dove sapere di andare a colpo sicuro, dove fare bella figura con gli amici e dove trovare la qualità mai ostentata ma di sostanza.

Approvato e consigliato.

 

Lungomare della salute, 187 Fiumicino.

 

 

Emiliano Belmonte
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