Dal 29 aprile al 29 maggio, nel cuore di Roma, lo spazio AntiGallery ospita la mostra fotografica collettiva “Il volto e la maschera – Uno nessuno centomila”, 27esimo appuntamento della rassegna FotograficaMonti. L’inaugurazione è prevista per il 29 aprile alle ore 18:30, mentre l’esposizione sarà visitabile tutti i giorni dalle 17:00 alle 2:00, confermando AntiGallery come uno dei luoghi più vivaci della scena culturale del Rione Monti.
Una riflessione artistica tra identità e rappresentazione
Curata da Barbara Martusciello, la mostra affronta uno dei temi più complessi e affascinanti della storia dell’arte: il rapporto tra volto e maschera, tra identità e rappresentazione. Un filo conduttore che attraversa i secoli, dalle maschere del teatro antico alle allegorie della tradizione classica, fino alle avanguardie e alle interpretazioni contemporanee.
Come sottolinea la curatrice, il tema si sviluppa tra archetipi, ritualità, psicoanalisi e costruzione sociale dell’individuo, toccando aspetti profondi come il doppio, il travestimento e il rapporto tra verità e finzione. Un concetto reso celebre anche dalla riflessione letteraria di Luigi Pirandello, che nel 1925 indagava l’identità frammentata dell’uomo moderno.
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Gli artisti in mostra e le diverse interpretazioni del volto
La collettiva riunisce gli scatti di Gerald Bruneau, Stefano Carsetti Esposito, Paolo Cencioni, Stefano Cioffi, Giovanni Cozzi, Gabriele De Marco, Fabio Gasparri, Lucia Cadeddu (Lucideddu) e Roberto Petitti, ciascuno con uno sguardo personale e una propria ricerca visiva.
Le opere offrono una pluralità di interpretazioni del volto come specchio dell’identità, come maschera sociale o come strumento di trasformazione. Si passa dai ritratti teatrali di figure iconiche come Dario Fo e Franca Rame, alle immagini di scena legate al teatro contemporaneo, fino a visioni più astratte e simboliche.
Non mancano suggestioni artistiche che dialogano con la storia dell’arte, come la rilettura fotografica ispirata alla celebre “Dama con l’ermellino” di Leonardo da Vinci, accanto a ricerche più sperimentali che esplorano la percezione visiva, la pareidolia e la trasformazione del volto in elemento archetipico.
Fotografia tra reportage e dimensione umanistica
Accanto alle opere più concettuali, la mostra propone anche uno sguardo fotografico di forte impatto umano, come il ritratto di Zubair realizzato da Stefano Cioffi nel Kashmir nel 2023. Un’immagine che restituisce il volto come luogo di identità, memoria e vissuto.
Particolarmente evocativo è anche il progetto “Su Connottu. Farsi Maschera” di Lucideddu, che indaga le maschere tradizionali sarde e il loro legame ancestrale con il rito, la natura e la dimensione dionisiaca. Qui la maschera diventa strumento di connessione tra umano e primordiale, tra individuo e collettività.
AntiGallery, punto di riferimento per la fotografia a Roma
Con questa nuova esposizione, AntiGallery si conferma un punto di riferimento per la fotografia contemporanea a Roma, capace di attrarre un pubblico eterogeneo e di proporre riflessioni attuali attraverso il linguaggio visivo.
La mostra “Il volto e la maschera – Uno nessuno centomila” rappresenta un’occasione per immergersi in un percorso artistico che attraversa identità, cultura e percezione, offrendo al visitatore una lettura profonda e stratificata dell’essere umano nella società contemporanea.

