Stereotipi violenza di genere: 6 esempi da conoscere ed evitare

Nella foto distribuita dall'ufficio stampa il 22 novembre 2012 un'immagine della mostra dell'artista messicana Elina Chauvet, 'Zapatos Rojos' (Scarpe rosse) a palazzo Ducale di Genova in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. ANSA/UFFICIO STAMPA PALAZZO DUCALE +++EDITORIAL USE ONLY - NO SALES+++

Stereotipi pericolosi nella comunicazione sulla violenza di genere

La lotta contro la violenza maschile sulle donne e la violenza di genere è un tema importante, ma spesso la comunicazione che circonda questo argomento può involontariamente perpetuare stereotipi dannosi. Anche le immagini e le parole che utilizziamo possono avere un impatto negativo invece di contribuire a combattere il problema. Un’agenzia di marketing e comunicazione di Bologna, chiamata Comunicattive, ha creato una piccola guida per sensibilizzare su questo tema. Vediamo alcuni esempi.

1) La violenza non è amore

Un errore comune è associare la violenza all’amore, utilizzando simboli come il cuore o immagini che evocano l’idea di una coppia felice. Questo tipo di rappresentazione può confondere e distorcere la realtà della violenza di genere.

2) Effetto shock o fuorviante?

Spesso si pensa che utilizzare immagini di lividi e ferite sia efficace per suscitare un cambiamento. Tuttavia, questo approccio può essere fuorviante perché la violenza non è solo fisica. È importante considerare anche gli aspetti psicologici ed emotivi della violenza di genere.

3) Il cliché del sangue

Un altro cliché comune è l’utilizzo del sangue nelle rappresentazioni della violenza. Ad esempio, l’impronta di una mano insanguinata può sembrare drammatica, ma non riflette l’esperienza reale di chi subisce violenza.

4) La bocca tappata

Un simbolo ricorrente nella comunicazione sulla violenza di genere è la bocca tappata, cucita o cancellata. Questo può colpevolizzare chi non denuncia, creando un paradossale senso di colpa.

5) Stereotipi femministi

Anche i simboli femministi possono essere trasformati in stereotipi. Ad esempio, un paio di scarpe rosse con il tacco può essere considerato uno stereotipo, mentre centinaia di scarpe rosse diverse rappresentano la diversità delle esperienze delle donne.

6) Rappresentazione degli uomini violenti

Infine, la rappresentazione degli uomini che commettono violenza può essere problematica. Raffigurarli come mostri, uomini primitivi o difensori della morale può sottrarre loro la possibilità di scelta, responsabilità e cambiamento.

Per combattere efficacemente la violenza di genere, è importante evitare questi stereotipi nella comunicazione giornalistica e nel nostro discorso quotidiano. Dobbiamo evitare la spettacolarizzazione e il sensazionalismo. La comunicazione stereotipata sulla violenza di genere fa parte del problema e non della soluzione.