Venosa tra Orazio, rovine romane e degustazioni di Borgo diVino

Venosa racconta Orazio tra archeologia e il weekend di Borgo diVino

Venosa, città natale di Orazio, unisce oltre duemila anni di storia a un patrimonio archeologico e monumentale che comprende il parco di Notarchirico, le catacombe ebraiche, il castello di Pirro del Balzo e il Complesso della Santissima Trinità. Nel fine settimana indicato per l’ingresso di novembre, il borgo ospiterà anche una tappa di Borgo diVino in Tour, dedicata alle degustazioni e alla gastronomia.

Dalle origini di Venusia alle tracce di Orazio

Abitata già dal Neolitico, Venosa fu sottratta ai sanniti da Roma nel III secolo a.C. e trasformata in colonia latina, diventando poi un municipium. La città attraversò il dominio di diverse civiltà, dagli imperatori romani ai Longobardi, dai Saraceni ai Bizantini e ai Normanni.

Il legame più noto è quello con Orazio, uno dei principali poeti della letteratura latina. Il poeta trascorse a Venosa la propria adolescenza, in una città resa più importante anche dalla costruzione della Via Appia nel 190 a.C. Nel centro storico è visitabile, solo su prenotazione, la casa attribuita al poeta, in via F. Frusci 40.

Il patrimonio archeologico comprende il parco paleolitico di Notarchirico, dove sono conservati fossili preistorici e testimonianze risalenti a circa settecentomila anni fa. Nell’area si trovano anche resti di ville, terme e di un anfiteatro romani.

Vicino al centro sorgono le catacombe ebraiche, datate al IV secolo e descritte nella fonte come una testimonianza della presenza congiunta di comunità cristiane ed ebraiche. Il percorso storico prosegue con il Complesso della Santissima Trinità, monumento nazionale caratterizzato dalla presenza di una chiesa più antica e di una seconda basilica mai completata, oggi priva del tetto.

Il castello e i luoghi del centro storico

Il Castello di Pirro del Balzo, noto anche come Castello di Venosa o Castello Aragonese, fu edificato a partire dal 1460. La struttura ha pianta quadrata, fossato e quattro torri cilindriche agli angoli; all’interno, un cortile con loggiato rinascimentale. Nato con funzione difensiva, fu in seguito dimora signorile e ospita nei sotterranei il Museo archeologico nazionale di Venosa.

Tra gli altri punti d’interesse c’è la Fontana Angioina, legata al privilegio concesso a Venosa da Carlo II d’Angiò all’inizio del Trecento. La fontana conserva un lungo abbeveratoio e due leoni di pietra provenienti dalle rovine romane. Nel centro storico sono inoltre presenti laboratori artigianali e la casa di Orazio.

Vino e gastronomia lucana

Per l’ultimo fine settimana della rassegna 2026, Borgo diVino in Tour farà tappa a Venosa venerdì 30, sabato 31 e domenica 1°. L’iniziativa, organizzata da Valica con l’Associazione I Borghi più belli d’Italia, proporrà un percorso di degustazione con cantine della Basilicata e di altre regioni italiane.

Tra i prodotti citati figurano il Matera DOC e l’Aglianico del Vulture Superiore DOCG, insieme a specialità come il Caciocavallo Silano. Il voucher dell’evento darà diritto a otto degustazioni. La proposta comprende anche un pacchetto turistico di due notti e tre giorni curato da Borghi Italia Tour Network.

Articolo generato o rielaborato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.

Fonte originale: Basilicata, l’antica capitale della poesia che in autunno si trasforma nella città del vino e dei sapori d’autore