Transizione green e costi energetici mettono in difficoltà le imprese europee
Milano – Il settore automotive europeo si trova oggi ad affrontare una delle fasi più complesse degli ultimi decenni. Tra transizione ecologica, aumento dei costi energetici e tensioni geopolitiche internazionali, la competitività delle imprese risulta sempre più compromessa. A sottolinearlo è Marco Bonometti, presidente del Gruppo OMR Automotive, intervenuto in apertura del Forum AutoMotive 2026, in programma a Milano il 23 e 24 marzo.
Secondo Bonometti, il percorso imposto dal Green Deal europeo sta evidenziando limiti strutturali importanti. Le aziende si trovano infatti a gestire una trasformazione profonda senza strumenti industriali adeguati e con un contesto economico sfavorevole. “Stiamo affrontando una transizione senza strumenti industriali adeguati e con costi energetici fuori controllo. In queste condizioni, la competitività delle imprese europee è seriamente compromessa”, ha dichiarato. A rendere il quadro ancora più complesso contribuiscono le tensioni in Medio Oriente, con ripercussioni dirette sui costi e sulla stabilità dei mercati.
Automotive europeo e occupazione: migliaia di posti di lavoro a rischio
L’impatto della transizione in corso si riflette in maniera evidente anche sul piano occupazionale. Dall’introduzione del Green Deal europeo, il settore automotive ha già registrato la perdita di oltre 100.000 posti di lavoro lungo la filiera. Le previsioni per i prossimi mesi sono altrettanto preoccupanti, con circa 400.000 occupati a rischio, in particolare nel comparto della componentistica.
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Si tratta di numeri che confermano un indebolimento progressivo della base produttiva europea, evidenziato anche da casi industriali rilevanti come quello di Volkswagen. Bonometti ha parlato di una trasformazione ormai strutturale, destinata a incidere profondamente sul futuro del settore: “Non si tratta più di singoli casi, ma di un fenomeno strutturale che rischia di diventare irreversibile”.
Green Deal e industria: l’Europa senza una strategia industriale
Uno dei nodi principali riguarda l’assenza di una politica industriale europea capace di accompagnare la transizione. Mentre Stati Uniti e Cina stanno investendo in modo deciso per sostenere le proprie industrie, l’Europa continua a puntare prevalentemente su norme e regolamenti, senza introdurre strumenti efficaci per rafforzare la produzione interna.
Secondo Bonometti, questo approccio rischia di favorire la delocalizzazione delle filiere produttive e di compromettere ulteriormente la competitività del continente. “L’Europa non può limitarsi a imporre regole: deve creare le condizioni per produrre e investire. Senza una politica industriale e senza tutela del lavoro europeo, il rischio è quello di delocalizzare intere filiere”, ha affermato.
Il futuro dell’automotive europeo tra sostenibilità e sviluppo economico
Il dibattito emerso durante il Forum AutoMotive 2026 evidenzia la necessità di un cambio di passo immediato. La transizione ecologica rappresenta una sfida imprescindibile, ma deve essere accompagnata da misure concrete che garantiscano la sostenibilità economica e sociale del sistema industriale.
Per il presidente di OMR Automotive, il futuro dell’Europa passa necessariamente dalla capacità di coniugare innovazione, produzione e occupazione. “Servono unità, chiarezza e scelte coraggiose. La transizione ecologica deve essere anche economicamente e socialmente sostenibile. Senza industria non c’è occupazione e senza occupazione non c’è futuro per l’Europa”, ha concluso Bonometti.

