Templari, la bolla Vox in excelso sotto esame: appello al Papa per la riabilitazione

Un nuovo studio giuridico presentato a Roma riapre il dibattito sulla soppressione dei Cavalieri Templari nel 1312. Al centro della ricerca l’assenza dell’originale della bolla papale Vox in excelso e le anomalie delle trascrizioni storiche. Ferretti (Templari Oggi APS): «Nessuna rivendicazione patrimoniale, chiediamo verità e memoria».

Roma, 14 ottobre 2026 – A oltre settecento anni dalla soppressione dell’Ordine dei Cavalieri Templari, una nuova ricerca storico-giuridica riaccende il dibattito sulla bolla papale Vox in excelso del 1312, attribuita a papa Clemente V, e apre una riflessione sulla possibile riabilitazione morale e storica dei Templari.

Al centro dell’indagine vi è un elemento documentale: l’assenza dell’originale della bolla pontificia e la presenza di numerose anomalie nelle versioni manoscritte e nelle successive edizioni a stampa.

La questione è stata affrontata martedì 13 ottobre 2026 a Roma, presso la Fondazione Ernesta Besso, durante la presentazione del volume Una interpretazione giuridica dei differenti testi della presunta Bolla papale “Vox in excelso” del 1312, pubblicato da Aracne e firmato da Daniele Mattiangeli, professore all’Università di Salisburgo.

All’incontro hanno partecipato anche Johannes Michael Rainer dell’Università di Salisburgo e Mario Ascheri dell’Università Roma Tre.

Templari e Vox in excelso: cosa emerge dalla nuova ricerca

La bolla Vox in excelso, datata 22 marzo 1312, è il provvedimento con cui papa Clemente V dispose la soppressione dell’Ordine del Tempio durante il Concilio di Vienne.

Secondo la ricostruzione proposta nello studio di Mattiangeli, le testimonianze documentali attraverso cui il testo è stato tramandato presentano elementi meritevoli di un nuovo approfondimento giuridico e filologico.

In particolare, l’indagine si concentra su tre aspetti: la mancata disponibilità dell’originale della bolla, le differenze tra le versioni storiche e la presenza di presunte irregolarità formali rispetto alle procedure documentali della cancelleria pontificia.

Il confronto riguarda diverse fonti, tra cui la testimonianza manoscritta attribuita a De Thérines e conservata a Digione, le edizioni di Philippe Labbé del 1671, Giovanni Mansi del 1782 e la documentazione riportata da Villanueva nel 1806.

Secondo l’interpretazione illustrata durante la conferenza, alcune delle versioni tramandate potrebbero derivare da redazioni preparatorie o testi non definitivi, anziché costituire riproduzioni fedeli di un documento pontificio formalmente perfezionato.

Si tratta di un’ipotesi di ricerca che, qualora trovasse ulteriori conferme, potrebbe contribuire a una nuova lettura delle circostanze giuridiche che accompagnarono la fine dell’Ordine.

La bolla originale dei Templari non è stata ritrovata: quali conseguenze?

Uno degli aspetti più discussi riguarda l’assenza di un esemplare originale della Vox in excelso munito del sigillo pontificio.

Nella diplomatica medievale, il sigillo rappresentava un importante elemento di autenticazione degli atti emanati dalla cancelleria papale.

Tuttavia, la mancata conservazione dell’originale di un documento medievale non implica automaticamente la sua inesistenza o invalidità giuridica.

La ricerca presentata a Roma pone invece l’attenzione sull’insieme delle anomalie testuali e formali, considerate dagli studiosi coinvolti meritevoli di una valutazione complessiva.

Nel dibattito è stata richiamata anche la bolla Ad providam, emanata nel maggio 1312, attraverso la quale Clemente V dispose il trasferimento di gran parte dei beni dell’Ordine del Tempio agli Ospitalieri.

Il confronto tra i documenti rappresenta uno degli elementi attraverso cui lo studio intende approfondire la vicenda della soppressione templare.

La Pergamena di Chinon e l’assoluzione dei vertici templari

Un altro documento fondamentale per comprendere la storia dei Cavalieri Templari è la Pergamena di Chinon del 1308, conservata presso l’Archivio Apostolico Vaticano.

Il documento testimonia l’assoluzione dalle censure ecclesiastiche concessa ad alcuni dei principali dignitari dell’Ordine dai cardinali incaricati da papa Clemente V.

La Pergamena di Chinon costituisce una fonte storica di particolare rilievo perché contribuisce a distinguere il percorso ecclesiastico dei vertici templari dalle vicende politiche e giudiziarie che portarono alla soppressione dell’Ordine.

La persecuzione dei Templari, iniziata in Francia nel 1307 sotto il regno di Filippo IV il Bello, fu segnata da arresti, interrogatori, confessioni ottenute anche attraverso la tortura e condanne.

Nel 1314 il gran maestro Jacques de Molay e Geoffroy de Charnay furono condannati al rogo a Parigi.

La nuova indagine sulla Vox in excelso si inserisce dunque in un più ampio percorso di approfondimento storico volto a ricostruire le responsabilità politiche, le decisioni ecclesiastiche e il destino dei Cavalieri del Tempio.

Mauro Giorgio Ferretti: «La riabilitazione dei Templari è una questione di verità storica»

Nel corso dell’iniziativa è stato ribadito anche il significato morale della richiesta di riabilitazione.

Mauro Giorgio Ferretti, magister di Templari Oggi APS, ha sottolineato che l’obiettivo non riguarda la ricostituzione dell’antico Ordine del Tempio né eventuali rivendicazioni sui beni appartenuti ai Cavalieri.

La questione, secondo Ferretti, è esclusivamente storica, religiosa e morale.

L’assenza dei documenti originali, la presenza di differenti trascrizioni e la frequenza delle incongruenze individuate rappresenterebbero elementi che meritano di essere esaminati senza liquidarli come semplici imperfezioni della documentazione medievale.

La finalità dell’iniziativa è restituire attenzione alla memoria di uomini che professarono fedeltà alla Chiesa e che furono travolti da una vicenda nella quale si intrecciarono interessi politici, accuse religiose e decisioni giudiziarie.

Appello al Papa per la riabilitazione morale dei Cavalieri Templari

Dalla conferenza romana è emerso un appello al Pontefice affinché venga valutato un riconoscimento morale e storico dei Cavalieri Templari, alla luce della documentazione disponibile e delle nuove interpretazioni giuridiche.

La richiesta non riguarda la ricostituzione dell’Ordine soppresso nel XIV secolo, né l’apertura di controversie sulla proprietà degli antichi beni templari.

L’obiettivo è promuovere una riflessione ecclesiale e storica che possa contribuire a restituire dignità alla memoria dei Cavalieri del Tempio, anche attraverso un riesame delle circostanze che portarono alla loro condanna e alla soppressione dell’istituzione.

Una prospettiva che, secondo i promotori, assume un valore simbolico importante per la storia della Chiesa e per la comprensione di una delle vicende più controverse del Medioevo.

Templari, dopo 700 anni la ricerca storica riapre il dibattito

La presentazione del volume di Daniele Mattiangeli rilancia una domanda destinata a interessare storici, giuristi e studiosi del diritto canonico: quale valore attribuire oggi alle differenti versioni della Vox in excelso e alle anomalie documentali individuate?

La ricerca non costituisce di per sé una pronuncia sulla validità della soppressione del 1312, ma propone nuovi elementi di analisi che potrebbero alimentare ulteriori studi.

A oltre sette secoli dalla fine dell’Ordine, la riabilitazione storica dei Templari torna così al centro del confronto, con un obiettivo dichiarato: fare chiarezza sui documenti, approfondire la verità storica e preservare la memoria dei Cavalieri del Tempio.