Viaggiare senza smettere di lavorare: il workation cambia il modo di vivere la montagna

Lavorare con vista sulle Dolomiti al mattino, chiudere il computer e ritrovarsi su un sentiero nel pomeriggio. Quello che fino a qualche anno fa poteva sembrare un privilegio riservato a pochi digital nomad sta diventando una modalità di viaggio sempre più trasversale.

Il lavoro da remoto ha infatti cambiato non soltanto il rapporto con l’ufficio, ma anche quello con le destinazioni. Se per lavorare basta un computer e una buona connessione, un soggiorno può durare più di un weekend e una località di montagna può essere vissuta anche fuori dai tradizionali periodi di vacanza.

È qui che il workation – dall’unione di work e vacation – incontra uno dei trend più interessanti del turismo contemporaneo: viaggiare più lentamente, fermarsi più a lungo e cercare un maggiore equilibrio tra ciò che si deve fare e ciò che si vuole vivere.

La montagna oltre la vacanza

Le Dolomiti rappresentano un terreno ideale per sperimentare questa formula. Non soltanto sci in inverno ed escursioni in estate, ma destinazioni da abitare temporaneamente, inserendo il territorio nella propria quotidianità.

L’autunno ne è un esempio. I colori del foliage, i sentieri meno affollati e le temperature ancora adatte alle attività all’aria aperta permettono di alternare una giornata di lavoro a hiking, escursioni e uscite in bicicletta, trasformando anche una pausa di qualche ora in un’occasione per conoscere ciò che si trova fuori dalla propria stanza.

A San Vigilio di Marebbe, ai piedi di Plan de Corones e vicino al Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies, AMA Stay nasce proprio intorno a questa idea. Il workation residence combina camere e appartamenti con coworking, spazi condivisi, wellness e ristorazione, cercando di rispondere alle esigenze di chi non deve necessariamente scegliere tra lavorare e partire.

La giornata può iniziare davanti al computer, continuare con una riunione e terminare su un sentiero o nella SPA. Una libertà di organizzazione che la struttura riassume nel concetto di “work-love-balance”: trovare un equilibrio più personale tra professione, interessi e tempo per sé.

Digital nomad, ma non solo

Il workation non riguarda però soltanto chi può lavorare da qualsiasi parte del mondo. La stessa evoluzione sta coinvolgendo gruppi di colleghi e aziende, che scelgono di spostarsi per qualche giorno trasformando il viaggio in un’occasione per lavorare insieme in modo diverso.

Nascono così corporate retreat in cui meeting e workshop convivono con esperienze sul territorio. Anche in questo caso il viaggio non è semplicemente ciò che accade dopo il lavoro, ma diventa parte del programma.

AMA Stay mette a disposizione sale meeting, coworking e ambienti flessibili per i momenti professionali, affiancandoli a un servizio concierge che permette di costruire attività legate alla destinazione: dalle escursioni ai bike tour con guide certificate, fino alle cene in rifugio.

Il team building può così uscire dalla sala riunioni. E-bike, rafting e challenge cooperative portano i partecipanti in situazioni lontane dalle dinamiche abituali dell’ufficio, mentre format come AMA Escape Room utilizzano enigmi e prove ispirati alle Dolomiti e alla cultura ladina per combinare gioco di squadra e scoperta del territorio.

Fermarsi più a lungo, vivere di più la destinazione

Dietro al workation c’è quindi qualcosa che va oltre la possibilità di aprire il laptop in un luogo più bello. Cambia soprattutto il tempo dedicato alla destinazione.

Non essere vincolati esclusivamente ai giorni di ferie permette di prolungare il soggiorno e di vivere il territorio con ritmi diversi. La montagna smette così di essere una parentesi concentrata nel weekend e può diventare, anche solo temporaneamente, parte della quotidianità.

È un cambiamento che apre nuove possibilità anche per le destinazioni, soprattutto nei periodi di passaggio tra una stagione e l’altra. L’autunno sulle Dolomiti, per esempio, offre un volto differente rispetto ai mesi più affollati: più silenzioso, con ritmi rallentati e una natura che diventa protagonista.

Ed è forse proprio questa la direzione verso cui si sta muovendo una parte del turismo: non necessariamente viaggiare di più, ma concedersi più tempo nei luoghi che si scelgono. Anche quando, tra un’escursione e un tramonto sulle Dolomiti, c’è ancora qualche e-mail a cui rispondere.